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Volley assurdo: a 12 e 13 anni davanti al tribunale federale per… aver preso parte alla festa di un’altra società. Braccio di ferro Coop -Energy

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Se avessero ucciso la propria madre non sarebbero state neppure indagate, ma visto che sono giocatrici di volley saranno giudicate addirittura dal tribunale federale a Roma. Le due protagoniste della storia hanno 12 e 13 anni – due ragazzine che giocano per divertirsi e credono ancora nell’amicizia prima ancora che nello sport e nelle beghe tra minuscole società di provincia – colpevoli di aver partecipato, l’8 giugno scorso, alla festa dell’Energy Volley, nonostante fossero in quel momento tesserate con la Coop Consumatori Nord Est.

E a denunciarle alla Procura federale è stato proprio il loro presidente, Enrico Zurlini, che ha citato anche il presidente dell’altra società, Francesco Ughetti. Le due ragazzine dovranno così presentarsi davanti a un tribunale, sia pure sportivo, il prossimo 12 ottobre, quando invece come tutte le altre della loro età dovrebbero essere a scuola.

Il regolamento federale di fatto vieta anche ai bambini di allenarsi o giocare con società diverse da quella di appartenenza senza il nulla osta del proprio presidente. Una bagarre tra carte incomprensibili per due ragazzine di 12 e 13 anni e avvocati pronti a darsi battaglia sulla loro pelle. E tutto questo solo perché si divertono a giocare a pallavolo e magari hanno qualche amica del cuore che fa altrettanto in una società che non è la loro. Peraltro anche compagne di classe.

L’under 13 della Coop Consumatori Nord Est, nella quale giocavano le due ragazzine, aveva concluso il campionato a maggio, vincendolo alla grande. Così che a giugno anche gli allenamenti erano facoltativi. Accettando quindi l’invito di alcune compagne di scuola, la 12enne e la 13enne si sono recate a una festa di fine anno scolastico organizzata dall’Energy Volley. Una “festa” non un “allenamento” o una “partita”. Una di quelle cose in cui si sta assieme e ci si diverte.

Una cosa normale tra ragazzine, ma non per quello che oggi chiamano sport e nei fatti non lo è. Per quel carrozzone che macina tutti e tutto. Che con le lacrime da coccodrillo si straccia le vesti davanti alle violenze che esso stesso alimenta ogni giorno.

Così Zurlini non ha voluto sentire ragioni e, regolamento alla mano, ha segnalato tutto alla procura della Federvolley. Che ha mandato a processo due ragazzine di 12 e 13 anni. E che ora rischiano una squalifica, dovendo così rinunciare a giocare fino a un mese. “Giocare”.

Le due ragazzine, intanto, visto quanto accaduto, hanno deciso di mollare la Coop e di voler giocare, se sarà possibile, con l’Energy. Ma alla luce di quanto accade in certi mondi, forse sarebbe meglio tornare a un tempo quando ci si divertiva a giocare nel campo dietro casa o sul sagrato della chiesa. Lasciando che le società vadano al loro destino. Il fallimento. Come a Parma, ai massimi livelli, hanno già brillantemente dimostrato di saper fare.

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