Eridania Sadam: quest'anno non si fa la campagna bieticola saccarifera a San...

Eridania Sadam: quest'anno non si fa la campagna bieticola saccarifera a San Quirico

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2_3Eridania Sadam sospende la campagna bieticolo saccarifera 2016. E ci vuole davvero tanto zucchero per riuscire a edulcorare una pillola molto amara per centinaia di lavoratori che fanno riferimento allo stabilimento di San Quirico di Trecasali. La decisione dei vertici della società che fa parte del Gruppo Maccaferri arriva al termine dell’incontro con le associazioni di categoria, convocato per l’analisi delle offerte di coltivazione presentate dai bieticoltori per le semine 2016 nel bacino dello zuccherificio di San Quirico.

Offerte scarse, tanto che la superficie coltivabile risulta inferiore a quella già insufficiente dell’anno precedente, e il perdurante basso livello del prezzo dello zucchero, hanno quindi spinto Eridania Sadam a sospendere la campagna bieticolo saccarifera 2016. Problemi che, sempre secondo l’azienda, già si erano manifestati durante la campagna 2015, chiusa con risultati insoddisfacenti anche a causa della scarsa superficie effettivamente seminata, pari a circa il 50% dei 13.000 ettari originariamente previsti.

Eridania Sadam garantisce tuttavia che l’impianto di San Quirico non sarà dismesso, in modo da poter essere utilizzato nel caso di una eventuale ripresa dell’attività nel 2017. L’azienda, tra l’altro, rassicura anche i mercati: l’ampia scorta di magazzino di zucchero è sufficiente a far fronte alle richieste e sarà commercializzata attraverso la controllata Eridania Italia.

Eppure le cose sembravano essersi messe sul binario giusto dopo l’incontro dell’11 dicembre scorso, quando si era raggiunto l’accordo sul prezzo fissato in 40,5 euro alla tonnellata di bietola. L’area di produzione doveva essere costituita dalle superfici comprese entro una distanza massima di 80 km dallo stabilimento di San Quirico, ma anche da altre zone a patto che il costo di trasporto per Eridania Sadam non superasse 5,1 euro alla tonnellata. La riunione tenuta in questi giorni, invece, doveva avere soltanto lo scopo di analizzare le offerte di prodotto in arrivo dal territorio. Offerte ritenute insufficienti dalla società del gruppo Maccaferri, quindi per quest’anno gli impianti resteranno fermi.

L’impianto di San Quirico, che occupa 288.477 metri quadrati, ha una capacità di lavorazione di 16mila tonnellate al giorno di barbabietole, con una quota di produzione di 140mila tonnellate annue di zucchero bianco (1.600 tonnellate al giorno), a cui si aggiungono 60mila tonnellate di melasso, 22mila tonnellate di polpe di barbabietole essiccate e pellettizzate – utilizzate come mangimi a lunga conservazione – e 8mila tonnellate di polpe di barbabietola surpressate – utilizzate nella alimentazione del biogas. I lavoratori fissi impiegati sono 115, ai quali si aggiungo gli stagionali, in media 200, per la campagna saccarifera.

Sulla questione Eridania Sadam interviene il vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, il leghista Fabio Rainieri, puntando l’indice contro le “scelte scellerate di politica agricola nazionale ed europea” che sarebbero alla base della scomparsa di importanti realtà produttive del territorio. Con un’interrogazione alla giunta del presidente Stefano Bonaccini, Rainieri mette sul tavolo il futuro dei lavoratori fissi e stagionali della campagna bieticolo-saccarifera. “Una campagna – attacca l’esponente leghista – che quest’anno non ci sarà. A causa delle folli imposizioni comunitarie e della ‘concorrenza’ degli altri Stati membri, oggi coltivare barbabietole da zucchero sul nostro territorio non è più redditizio e i pochi che continuano a farlo rischiano di non coprire nemmeno i costi”.
“Bisogna dare un giro di vite. Non possiamo accettare che il nostro territorio continui a perdere quelle specificità che lo hanno fatto grande. Dimenticandoci delle nostre eccellenze – continua Rainieri – condanniamo al collasso e alla chiusura un importante settore della nostra economia. Solo una visione miope – conclude – non si accorge di quello che sta accadendo. Per questo ci schieriamo da subito al fianco dei lavoratori, delle loro famiglie e di tutto l’indotto per tutelare e rilanciare un settore che alla nostra terra ha dato tanto e che può dare ancora molto. È però il momento che anche la giunta si svegli e dia finalmente quel segnale che Parma attende da tempo”.

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