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"Fare! Con Flavio Tosi", sabato i gazebo per la sicurezza. La coordinatrice Galli: il nostro programma per Parma

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Nel fine settimana i gazebo di “Fare! Con Flavio Tosi” saranno a Parma e in provincia per la raccolta di firme in calce al progetto di legge promosso dal deputato Emanuele Prataviera (foto sotto) sull’emergenza sicurezza, che mira a garantire la permanenza in Italia soltanto agli stranieri che ne hanno diritto. Per tutti gli altri, rimpatrio immediato anche in caso di ricorso contro il provvedimento di espulsione: il giudizio dovrà essere atteso nel Paese di provenienza.

Come farlo? Attivando una commissione prefettizia in ogni provincia contro le 42 attuali per accelerare l’esame delle singole posizioni. Il risultato secondo i promotori del progetto di legge? Maggiore sicurezza e un notevole risparmio: chi rimane in Italia in attesa di giudizio, ci resta per almeno due anni ricevendo 35 euro al giorno, circa 13mila euro all’anno. Il risparmio totale, in base ai numeri attuali, sarebbe di 200 milioni di euro l’anno.

Si potrà firmare a Parma sabato 23 gennaio dalle 9 alle 13 in strada Mazzini e a Busseto domenica 24 gennaio, sempre dalle 9 alle 13, in via Roma.

Emanuele Prataviera

A guidare il movimento “Fare! Con Flavio Tosi” per la provincia di Parma e l’Emilia è la coordinatrice Caterina Galli (la prima da sinistra nella foto in alto). Impegnata prima con la fondazione Ricostruiamo il Paese, poi con il movimento lanciato dal sindaco di Verona, Caterina Galli non si stanca di indicare la linea e gli obiettivi di “Fare! Con Flavio Tosi”. E all’Eco di Parma illustra la strategia di un gruppo che vuol riportare il cittadino al centro dell’azione politica.

Galli arriva ufficialmente anche a Parma “Fare! Con Flavio Tosi”, ormai presente in tutta l’Emilia per quanto riguarda il suo territorio di riferimento, qual è adesso la priorità di questo movimento per quanto riguarda il parmense?

“Il movimento è stato presentato da Flavio Tosi nel luglio dello scorso anno, noi in Emilia abbiamo iniziato a lavorare molto prima perché partiamo dalla fondazione Ricostruiamo il Paese, che ancora promuove iniziative nell’ambito del sociale. Le priorità a Parma sono: parlare e stare con i cittadini, senza andare a urlare in piazza ma dando risposte concrete. Faccio un esempio: quando abbiamo appoggiato la petizione sulla raccolta differenziata promossa da Roberto Ghiretti di Parma Unita, lo abbiamo fatto perché è una iniziativa di buon senso al di là del colore politico e chiunque, secondo noi, l’avrebbe dovuta sostenere. Scenderemo poi in piazza per la questione sicurezza con il nostro onorevole Emanuele Prataviera – ricordo che noi abbiamo tre senatrici e tre deputati disponibili a venire sul territorio con proposte concrete – per la raccolta di firme sul suo progetto di legge per il quale anche a Parma, come nel resto d’Italia, ci sarà il gazebo il 24 gennaio”.

La sicurezza è sicuramente una delle bandiere di Flavio Tosi. Secondo voi, a Parma, cosa non ha funzionato su questo fronte?

“Parma è stata lasciata troppo andare sul piano del decoro urbano. Tutti i fenomeni di degrado generano poi insicurezza e criminalità. Io se fossi sindaco non lascerei mai interi quartieri – dall’Oltretorrente ad alcune zone del centro storico – soprattutto di notte in balia dei criminali. Credo bisogna potenziare innanzitutto le forze dell’ordine, strumenti quali telecamere che siano attive e poi investire sulla sicurezza, ma questo dipende anche dal governo centrale, perché se tagliano i fondi per le forze dell’ordine capisco che poi come amministratore locale non riesci a gestire”.

Vi state preparando alle amministrative 2016 che interessano nove comuni della provincia, ma nel 2017 si voterà anche a Parma. Qual è il vostro giudizio complessivo sull’amministrazione del Movimento 5 Stelle?

“L’amministrazione del Movimento 5 Stelle è stata votata per due motivi. Il primo: Pizzarotti ha incentrato la sua campagna elettorale su l’inceneritore non lo faccio accendere, invece poi lo ha fatto accendere. Il secondo motivo: non c’erano alternative. Da una parte c’era il Pd, vecchio, storico, visto e rivisto, dall’altra c’era un volto nuovo e una cosa che poteva rappresentare il cambiamento. Pizzarotti è stato votato perché la gente era stanca di quella politica lì, più che per l’inceneritore. Il problema di adesso è che ancora non ci sono alternative, perché oltre al solito Pd c’è un centrodestra unito che non si sopporta – sappiamo che Lega e Forza Italia a livello locale non si sopportano – ma è obbligato a stare insieme; di Fratelli d’Italia conosco due rappresentanti, ma non mi sembra sia radicato. Credo ci sia biogno di un’alternativa che dialoga: perché mi devo precludere di firmare una petizione perché non l’ho fatta io? Noi vogliamo essere un movimento che se tu fai qualcosa di buono, io l’appoggio e lo portiamo avanti insieme. Che senso ha perdersi in battaglie ideologiche, quando di ideologico non c’è niente ma bisogna solo fare il bene comune?”.

Vi dichiarate disponibili a eventuali intese con altri gruppi sulla base di fatti concreti e avete sostenuto la petizione sulla differenziata di Ghiretti, ma proprio lui sul fronte politico auspica la nascita di un Patto che possa rappresentare la svolta per Parma. Da questo punto di vista come vi schierate?

“Premetto che parlare di candidati per Parma adesso è prematuro: in due mesi ho sentito almeno otto nomi, vogliono tutti fare il sindaco. Noi stiamo valutando e promuovendo iniziative, appoggiando quelle che ci sembrano le migliori. Parlare di alleanze adesso è prematuro, anche perché il panorama si potrebbe pure ampliare. Sicuramente io sono dalla parte di una lista civica che sia il più trasversale possibile: se prendi persone dal territorio, anche provenienti da ambienti diversi ma che condividono un programma, c’è ancora la possibilità di coinvolgere il cittadino”.

Quindi liste civiche sì, partiti tradizionali no?

“Per il momento la nostra politica è questa. Stiamo appoggiando liste civiche. Poi chi nei nove comuni al voto, da Busseto a Traversetolo, vuole fare una lista con il simbolo “Fare! Con Flavio Tosi”, può farlo. Da noi c’è assoluta libertà di azione e di movimento. Però dico subito che su nove comuni io non punto alla quantità di consiglieri che faccio, alle seggiole, ma alle persone. Se c’è un comune dove non ho nessuno, non devo farlo per forza, posso starne fuori. Non vado a fare alleanze che non c’entrano niente e che mi farebbero perdere dignità”.

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