"Fare! Con Flavio Tosi", ecco la squadra per Parma. Galli: la persona...

"Fare! Con Flavio Tosi", ecco la squadra per Parma. Galli: la persona vale più dei partiti. La senatrice Munerato boccia il M5S

2007
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Le persone prima dei partiti, i contenuti prima dei contenitori. Così il movimento “Fare! Con Flavio Tosi” si è presentato a Parma, ponendo le basi per un percorso partecipato in vista delle amministrative che nel 2016 vedranno al voto nove comuni della provincia. Ospite la senatrice Emanuela Munerato, componente della Commissione Lavoro di Palazzo Madama, la coordinatrice Emilia e della provincia di Parma, Caterina Galli, ha presentato la quadra del movimento del sindaco di Verona: Federica Fazio è la responsabile per Parma città; Marco Biolzi, ex consigliere comunale di Salsomaggiore, si occuperà della Bassa Ovest; Massimo Gaita di Sorbolo è il responsabile della Bassa Est; Giorgio Milani si occuperà di Fidenza; Fausto Perazzo di Medesano, dove è stato assessore all’Ambiente per due mandati, è referente della Pedemontana e della Montagna; l’imprenditore Antonio Martini è il rappresentante di Traversetolo; Cinzia Iacopini è la referente di Busseto dove è consigliere comunale; Roberto Fantuzzi, infine, si occuperà di Sant’Ilario d’Enza che con il parmense è strettamente legato.

Ci stiamo confrontando con le liste civiche per le prossime amministrative – ha subito esordito la coordinatrice Caterina Galli, orgogliosa di quanto il gruppo ha già fatto in Emilia, dove ogni provincia ha già un suo coordinatore – nella convinzione che le persone valgono più dei partiti. Noi – aggiunge la Galli, marcando la distanza dalla Lega di Matteo Salvini – non siamo populisti, non cavalchiamo i mal di pancia della gente: il populismo può andare bene in tv, ma alla lunga non paga“.

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Concetto ripreso da Marco Biolzi: “Stiamo operando già da tempo sul territorio, pur non avendo rappresentanti nei consigli comunali. Abbiamo presentato mozioni nei Comuni e in qualche caso siamo anche riusciti a farle passare all’unanimità“. Il movimento di Tosi, secondo Biolzi, rappresenta l’alternativa possibile quando “il 70 per cento degli elettori non si riconosce più negli attuali partiti. Noi vogliamo riportare la persona al centro della politica“.

Avevo sposato le idee di Gianfranco Miglio, ma la Lega le ha dimenticate – ha aggiunto Cinzia Iacopinirimango una federalista convinta perché il territorio ha bisogno di amministratori vicini alla gente, che conoscono la propria realtà. E il movimento di Flavio Tosi va proprio in questa direzione“.

Per Fausto Perazzobisogna tornare a far innamorare la gente della politica, poiché oggi in Italia il primo partito è quello dell’astensione. Il movimento “Fare! Con Flavio Tosi” è il soggetto giusto per avviare davvero quella politica 2.0, che non è certo quella di Beppe Grillo“. Antonio Martini ha incontrato Tosi per lavoro e ha subito avuto di lui l’impressione di “una persona saggia, seria, diversa dai leghisti, che può dare a questo Paese quello che merita davvero“.

L’entusiasmo che circonda il movimento di Tosi e la voglia di fare traspaiono in tutta la loro evidenza da Federica Fazio, che si cala subito nel suo ruolo di responsabile per Parma città, indicando le prime priorità: “la sicurezza che non c’è e la raccolta differenziata che non funziona“. “Tosi è una persona pragmatica“, ha sottolineato Fazio, secondo la quale “l’Italia è un Paese frammentato, poiché ogni territorio è molto diverso dagli altri e ha sue specifiche problematiche, per questo il movimento cerca persone del territorio per parlare con i cittadini“. Fazio insiste sulla necessità di “avere presidi mobili sul territorio per garantire la sicurezza soprattutto nelle zone dove si trovano esercizi commerciali, ospedale, scuole. Senza sicurezza diventa difficile anche fare turismo e gli investimenti in questo senso rischiano di andare perduti. Non sono d’accordo con Salvini – aggiunge – in quanto ci sono delinquenti in tutte le etnie, non è un problema di provenienza, ma avere civiltà significa anche avere maggiori controlli. A Parma sappiamo i problemi che ci sono in Oltretorrente, nella zona ex Salamini, alla stazione, dobbiamo dare sicurezza alle persone. Si avverte la sfiducia della gente, soprattutto delle donne. Dobbiamo destinare più fondi alle forze dell’ordine“.

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La senatrice Emanuela Munerato – ricordando cosa è riuscito a portare a casa il piccolo drappello di parlamentari (4 deputati e 3 senatori) del movimento di Tosi, a cominciare dalle ferie solidali nei casi di gravi problemi familiari – non ha nascosto la sua soddisfazione per il lavoro svolto a Parma e provincia. “Sono tutti bravi ad abbaiare alla luna – ha detto Munerato – ma quando si tratta di amministrare davvero, credo che Tosi possa davvero insegnare molto a tanti. A Parma cosa è successo? Il Movimento 5 Stelle non è riuscito a fare quello che aveva annunciato“. Sul fronte delle alleanze, la senatrice non ha dubbi: “Non abbiamo bisogno di contenitori, ma di contenuti“. Puntare sui territori e sui cittadini può essere sicuramente un’arma vincente nei singoli territori, ma a livello nazionale, senza alleanze con i gruppi maggiori, la strada, complice anche una legge elettorale ghigliottina, appare tutta in salita. “Può darsi che dal confronto – dice però Emanuela Munerato – possano emergere elementi di accordo, può darsi che col tempo qualche alleanza nascerà. Questo governo comunque durerà fino al 2018, abbiamo quindi tempo per lavorare“.

Il prossimo impegno per il movimento “Fare! Con Flavio Tosi” è già fissato per il 24 gennaio, quando anche a Parma come nel resto d’Italia, arriveranno i gazebo per la raccolta di firme sul progetto di legge presentato lo scorso 26 novembre dall’onorevole veneziano Emanuele Prataviera in merito agli stranieri che arrivano clandestinamente in Italia. Due i punti cardine della proposta degli uomini di Tosi: creare una commissione prefettizia in ogni provincia al posto delle attuali 42, per accelerare le procedure di accertamento dei requisiti di chi può rimanere e di chi invece deve essere respinto; rimpatriare comunque i respinti, anche se presentano ricorso, facendo loro attendere il giudizio nel paese d’origine, così da risparmiare circa 13mila euro all’anno per ognuna di queste persone che rimangono in media 2 anni in Italia aspettando l’esito del giudizio.

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