Pandea venduta a due gruppi esteri, si tenta il salvataggio

Pandea venduta a due gruppi esteri, si tenta il salvataggio

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PandeaPandea, la storica industria di prodotti da forno di via Spezia, sarà venduta a due gruppi stranieri, gli attuali principali clienti. I proprietari non riescono più a far fronte ai molti debiti accumulati negli ultimi anni, che già dalla fine del 2013 hanno causato problemi di liquidità con ripetuti forti ritardi nei pagamenti degli stipendi. Per far fronte ai debiti, la Pandea ha chiesto un concordato ai propri creditori.

Un tentativo in estremis di salvare l’industria, in un momento di gravissima emergenza finanziaria. Addirittura, poche settimane fa, a fine ottobre, l’azienda veneta Alef Group ha ottenuto dal Tribunale di Verona il pignoramento dell’intero capitale sociale di Pandea, 118mila euro, a parziale copertura di un credito vantato nei confronti della controllante Malgara.

Pandea Dietetica srl, nata come industria dolciaria, oggi è specializzata in prodotti da forno senza glutine. Questa settimana, il legale rappresentante Giulio Malgara ha presentato istanza al Tribunale di Parma per poter sottoporre una proposta di concordato ai suoi creditori. La società ha sede legale a Verona, ma produce nel solo stabilimento di Parma, dove lavorano tutti gli 88 dipendenti.

“La generale crisi economica e in particolare il calo del fatturato degli ultimi anni hanno pesantemente aggravato la situazione economica e patrimoniale della società”, dichiara lo stesso Malgara al Tribunale.

L’obiettivo è mettere finanziariamente al sicuro la società per poterla cedere all’inglese Sherriffs Foods Ltd e alla francese Cansimag France S.A., che ha sede in Alsazia: queste due aziende sono gli attuali principali clienti di Pandea e hanno appositamente costituito una nuova società in Svizzera chiamata Breadstik Company Italy srl per rilevare la Pandea. Il piano prevede un iniziale periodo di affitto di ramo d’azienda, per poi vendere definitivamente marchio e attività. I proventi di affitto e cessione pagheranno una parte dei debiti della Pandea.

Oggi Pandea è proprietà della Malgara Chiari & Forti srl di Verona, che è a sua volta controllata dalla milanese Effe H spa, società messa in liquidazione lo scorso settembre. La crisi era evidente già un anno fa, dopo l’approvazione del bilancio 2014 chiuso con 15 milioni di euro di perdite e l’azzeramento del capitale. Effe H è per il 49% della famiglia Malgara e per il 51% di Istifid spa – finanziaria riconducibile a Banco di Desio e Credito Valtellinese -, ma con molte azioni già da tempo in pegno alla Banca popolare di Sondrio. Per salvare sia la Pandea che la Malgara, che produce tortellini a Borghetto d’Avio in Trentino, la famiglia Malgara ha cercato finanziamenti negli Usa: nei mesi scorsi, quasi il 90% delle azioni della Malgara erano stati dati in pegno ad una finanziaria del Nevada, tale Pintus Group Lcd, guidata dall’italiano Curio Pintus e partecipata da immobiliaristi trentini; questa società avrebbe dovuto concedere un prestito decennale da 30 milioni di euro al tasso del 3,5%. Ma come dichiarato dalla stessa Malgara nelle carte presentate al Tribunale di Parma, fra le cause del concordato vi è proprio il “mancato, già da tempo programmato e deliberato, intervento della società controllante Effe H spa per le difficoltà da questa incontrate nell’ottenere la materiale disponibile dei finanziamenti già deliberati, a favore della stessa, dalla Pintus Group Co con sede in Las Vegas”.

Senza più la speranza di investimenti dagli Usa, non resta che cedere tutto sperando nel concordato. Sia per la Pandea che probabilmente per la Malgara.

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